Tre amici inseparabili, una donna scomparsa, un palazzo pieno di libri: questi gli ingredienti di un enigma ambientato durante il Pisa Book Festival, fiera dell’editoria indipendente.
Per festeggiare il decimo compleanno del Pisa Book Festival, Siska Editore e Stella Robi hanno realizzato un giallo ambientato proprio al PBF.
Il giallo (strutturato in 16 capitoli e un epilogo) ha per protagonisti tre diciottenni pisani, appassionati lettori e matematici provetti, che, districandosi tra indizi, enigmi e inganni, cercheranno di ritrovare una famosa scrittrice scomparsa e una pietra preziosa rubata.
L’ebook è destinato a lettori adolescenti, giovani adulti e (perché no) adulti. Tra indizi, enigmi (anche matematici) e inganni, il giallo si svolge nell’arco di mezza giornata.
Contiene le fotografie originali di Carla Baroni.
Scegli questo libro se:
- adori i libri, le fiere e i festival del libro;
- sei un visitatore del Pisa Book Festival;
- non hai mai visitato il Pisa Book Festival e questo eBook è l’occasione giusta per farlo;
- ti piacciono i gialli e gli enigmi;
- pensi che la matematica non sia noiosa;
- pensi che la matematica sia noiosa (ma sei curioso di scoprire se sia vero anche il contrario);
L’Enigma di Agata – Giallo al Pisa Book Festival
mercoledì 28 novembre 2012
lunedì 26 novembre 2012
L'Enigma di Agata - Giallo al Pisa Book Festival
Tre amici inseparabili, una donna scomparsa, un palazzo pieno di libri: questi gli ingredienti di un enigma ambientato durante il Pisa Book Festival, fiera dell’editoria indipendente.
Per festeggiare il decimo compleanno del Pisa Book Festival, Siska Editore e Stella Robi hanno realizzato un giallo ambientato proprio al PBF.
Il giallo (strutturato in 16 capitoli e un epilogo) ha per protagonisti tre diciottenni pisani, appassionati lettori e matematici provetti, che, districandosi tra indizi, enigmi e inganni, cercheranno di ritrovare una famosa scrittrice scomparsa e una pietra preziosa rubata.
L’ebook è destinato a lettori adolescenti, giovani adulti e (perché no) adulti. Tra indizi, enigmi (anche matematici) e inganni, il giallo si svolge nell’arco di mezza giornata.
Contiene le fotografie originali di Carla Baroni.
Scegli questo libro se:
- adori i libri, le fiere e i festival del libro;
- sei un visitatore del Pisa Book Festival;
- non hai mai visitato il Pisa Book Festival e questo eBook è l’occasione giusta per farlo;
- ti piacciono i gialli e gli enigmi;
- pensi che la matematica non sia noiosa;
- pensi che la matematica sia noiosa (ma sei curioso di scoprire se sia vero anche il contrario);
giovedì 15 novembre 2012
Siska Editore al Pisa Book Festival 2012
Pisa il 23-24-25 Novembre 2012
Siska parteciperà per il secondo anno consecutivo al Pisa Book Festival.
Quest’anno il festival dell’editoria indipendente compirà dieci anni e si svolgerà in un’unica sede, il Palazzo dei Congressi.
Allo stand di Siska sarà possibile trovare tutto il catalogo di Siska (Junior e Senior).
Lo stand di Siska sarà il 307 e si troverà al primo piano nella sezione Junior.
Siska terrà due presentazioni. Presto comunicheremo date, orari e contenuti. Il programma completo del festival sarà disponibile sul sito ufficiale nel prossimi giorni: http://www.pisabookfestival.com/edizione2012/calendario.asp
A breve altri aggiornamenti sugli ebook in catalogo, le presentazioni, anteprime e tante novità…
Stay tuned!!!!
mercoledì 14 novembre 2012
martedì 13 novembre 2012
domenica 26 febbraio 2012
Coming Soon - Like the Moon
Ormai è proprio questione di giorni e Like the Moon - La Faccia Nascosta della Luna sarà disponibile per l'acquisto sul sito di Siska Editore e sui maggiori ebookstore in formato epub e mobi.
Questa la copertina ufficiale, in anteprima qui e naturalmente sul sito di Siska Editore.
ISBN 9788897642060
Prezzo di copertina: € 4,99
All’interno dell’ebook ci saranno anche delle immagine fotografiche, link per approfondimenti a Wikipedia e Treccani e ancora Soundtrack con collegamenti direttamente a Youtube. Sono inoltre disponibili i link ai podcast originali, a cura di FilNoir.net, dei primi due capitoli del romanzo.
A presto per altri aggiornamenti e per gli extra sull'ebook di Like the Moon.
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Siska Editore
lunedì 5 settembre 2011
Siska Editore
The other side of the book - L'altra faccia del libro
Siska Editore è una casa editrice nativa digitale, una casa editrice di ebook.
Siska Editore realizza ebook, inediti ma non solo, e propone ai suoi lettori le seguenti aree tematiche, a loro volta suddivise in collane:
SisKontos (narrativa e poesia)
SiskArt (arte, cinema, teatro, musica)
SiskJunior (letteratura per bambini e ragazzi)
SiskMed (settore medico-scientifico)
SiskYou (servizi editoriali)
Sito: www.siskaeditore.it
E-mail: siskaeditore@gmail.com
Twitter: Siska Editore
Anobii: Siska Editore Books
Gli ebook di Siska Editore
SiskArt
The day is yours. Kenneth Branagh di Ilaria Mainardi
SisKontos
Like The Moon - La faccia nascosta della luna di Stella Robi
Racconti abissali di Àngel Olgoso, traduzione dallo spagnolo di Paolo Remorini
Cuentos abisales por Àngel Olgoso (versione originale in lingua spagnola)
SiskJunior
Il figlio dell'Orco e della Strega di Celenia Ciampa, con le illustrazioni di Daria Palotti
La Zucca Razza di IMB, con le illustrazioni di Valeria Plasmati
La Calabaza Raza di IMB, con le illustrazioni di Valeria Plasmati, traduzione verso lo spagnolo di Adriana León Lacal
The Rocket Pumpkin di IMB, con le illustrazioni di Valeria Plasmati, traduzione verso l'inglese di Alessia Jasmine Puoti
(La campagna di ricerca autori comincerà a inizio novembre 2011.)
Per ogni altra info www.siskaeditore.it
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sabato 21 maggio 2011
Difendiamo la Lingua dei Segni Italiana – LIS
”Nessuno direbbe mai ad un bambino che imparando l’Inglese si dimentica l’Italiano. Perché imparare la LIS, oltre all’Italiano, non può essere considerato una ricchezza?” – Fonte sito web ens.it: La legge sulla Lingua dei Segni: una libera scelta come risorsa
In questi giorni i siti, i blog, i profili facebook di associazioni e di singoli individui (sordi e udenti) si sono riempiti di lettere e di video di protesta contro la LMG (linguaggio mimico gestuale) e in difesa della LIS.
In questi giorni i siti, i blog, i profili facebook di associazioni e di singoli individui (sordi e udenti) si sono riempiti di lettere e di video di protesta contro la LMG (linguaggio mimico gestuale) e in difesa della LIS.
L’Italia ha firmato la Convenzione sui diritti delle persone sorde dell’ONU il 30 marzo 2007 a New York e l’ha ratificata a Roma i 24 febbraio 2009(fonte ENS di PIsa- Roberto Petrone). Ma nonostante questo impegno ufficiale la LIS non ha ancora ottenuto il riconoscimento. Inoltre, oltre il danno anche la beffa!, c’è chi vuole declassare la LIS a LMG. Tutto ciò non può che suscitare sdegno e proteste.
Di seguito, in difesa della LIS proponiamo una testimonianza scritta da un’allieva di un corso LIS e una selezione di video realizzati dalla comunità sorda e dai loro sostenitori. Vi invitiamo a firmare la petizionehttp://www.petizionionline.it/petizione/lingua-dei-segni-italiana/848 e a farla firmare a quante più persone possibile e apartecipare alla manifestazione del 25 maggio a Roma (info più sotto)
Un caloroso ringraziamento a Stella Robi che si è offerta di ospitare queste testimonianze sul suo blog e a tutti coloro che vorranno far circolare queste informazioni.
Annalisa Uccheddu, allieva I° livello Corso LIS presso ENS di PISA
Testimonianza
Petizione a favore della Lingua dei Segni Italiana (LIS), perché venga riconosciuta come lingua vera e propria.
Molti sordi l’hanno scelta come forma di comunicazione: è una lingua con tanto di vocabolario, regole sintattiche e grammaticali, e non una serie di gesti fatti a caso, come pensa qualche politico che vuole declassare la LIS a LMG ( linguaggio “mimico-gestuale”). Dire: “vabbé, che cosa cambia? è più meno lo stesso!” equivale a ficcare la testa nella sabbia ancora più in fondo di quanto non facciamo ogni giorno davanti ai problemi altrui. Per voi cambia qualcosa se da un giorno all’altro vi vengono a dire che la vostra lingua madre non è una lingua, ma è PIU’ O MENO una lingua? Magari un giorno vi dicono che quell’animale che abbaia si chiama “gatto” e quell’animale che miagola si chiama “cane”: e voi non potete opporvi, o appellarvi a nessun vocabolario o regola, perché la vostra non è una lingua, non ha regole, chiunque la può modificare come vuole!!!
È così che faranno: ridurranno la LIS allo status di “linguaggio”, fino a farne perdere totalmente il senso di lingua intesa come “codice il cui senso è stabilito in maniera inequivocabile e di comune accordo da un insieme di persone“. Questo cambiamento significa togliere uno strumento di comunicazione fondamentale a migliaia di sordi: a chi conviene far questo? Basta l’ignoranza a giustificare le scelte superficiali e insensate di certi politici?
Per una volta facciamo un gesto GRATUITO e disinteressato. Firmiamo tutti la petizione a favore della LIS. Per gli udenti non cambia niente, per i sordi è VITALE!
Daniela Meloni, allieva del 2° livello del Corso LIS presso l’ENS di Cagliari
Qui è possibile firmare la petizione:
Registrarsi è molto semplice. Una volta firmata la petizione è necessario cliccare sul link che verrà spedito all’indirizzo e-mail fornito.
L’ENS ha fissato per mercoledì 25 maggio una manifestazione di protesta a Roma. Ecco il link relativo http://www.ens.it/articolo.asp?id=4093
VIDEO
Testimonianze a difesa della LIS (video reperito tramite Daniela Meloni allieva dell’ENS di Cagliari)
Differenza tra mimo e LIS (video reperito tramite Roberto Petrone dell’ENS di Pisa)
Genitori e figli usano la LIS (video reperito tramite Roberto Petrone dell’ENS di Pisa)
martedì 9 novembre 2010
News Like the Moon
Il titolo del 34° capitolo sarà
Il salvagente
la foto di copertina sarà by Carla Baroni e la potrete vedere in antemprima qui
(attenzione spoiler)
Wendy farà vedere qualcosa a Steve
che avrà a che fare con una busta bianca
Steve troverà la soluzione a un problema
ma inaspettatamente non ne sarà contento
venerdì 22 ottobre 2010
I cinque fratellini
Piccolo e gradito fuori onda per questa simpatica favoletta scritta da una mia straordinaria amica di 6 anni, ops scusate, 6 anni e mezzo!!!
Grazie, fantastica Giulia!!!
Grazie, fantastica Giulia!!!
| Foto by f.G. |
I cinque fratellini
sono molto biricchini
ma forti e carini
Fanno molto chiasso
come un contrabasso
Ognuno ha il suo difetto
e io non mi ci metto
Il pollice è un ciccione
ed è un gran burlone
L'indice è sempre occupato a indicare
quello che non si deve mai fare
Il medio essendo più grande
fa il cantante
L’anulare aiuta
il medio a ballare
Il mignolo che è il più piccolino
porta il sorriso a ogni bambino!
by
fantastica Giulia
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favola,
Scritti da voi
mercoledì 20 ottobre 2010
News da altri blogger
Un saluto a IMB e i Sacher che hanno ospitato la mia favola
nel meraviglioso Blogo di
il cui motto è:
"Due cose impossibili diventano decisamente più possibili
se si fanno in compagnia"
divertitevi girovagando sul blog PMA
e per non perdere neanche un'avventura
diventate fan della pagina di facebook
martedì 6 luglio 2010
Like the Moon - Cap. 3
Lily camminava per il vicolo, sentiva il rumore dei propri passi ed era certa che chiunque fosse lì ad aspettarla, magari nascosto in uno dei tanti angoli bui, sapeva perfettamente che lei stava arrivando. Si guardò intorno cercando di scorgere una figura. Non c’era anima viva, ma era comunque certa che lui fosse lì a guardarla arrivare.
Dio, Dio ti prego, aiutami... Ma Dio poteva aiutarla? Nessuno poteva aiutarla!
Scorse in lontananza, quasi alla fine del vicolo, il bidone rosso che la voce le aveva detto avrebbe trovato. Accelerò il passo e poi cominciò a correre non smettendo mai di lanciare intorno sguardi timorosi, sicura che da un momento all’altro qualcuno le sarebbe piombato addosso, magari alle spalle. Arrivò al bidone rosso e con un gesto rapido aprì la borsetta, estrasse la busta, quasi la tirò sul coperchio di ferro, si girò e riprese a correre. Ebbe l’impressione di sentire dei passi dietro di sé. Corse più forte, ma più correva più le sembrava che i passi fossero vicini. Oddìo, eccolo! Lily inciampò e cadde a terra. E’ finita! Rimase per un secondo con gli occhi chiusi e il fiato sospeso. Niente. Nessun colpo, nessun aggressore, niente... Aprì gli occhi e si girò verso il bidone rosso, nessuno neanche lì. La ragazza si rialzò e riprese a correre. E’ possibile che mi lasci andare in questo modo?!Arrivò rapidamente all’uscita del vicolo, di nuovo nessuno. Prese la strada da dove era giunta pochi, ma lunghissimi minuti prima e continuò a correre. All’improvviso un portone si aprì, proprio quando lei vi stava passando davanti e un braccio l’afferrò per la vita. Lily cercò di urlare ma le mancò il fiato, il portone si richiuse con un forte schianto. Lei e l’aggressore erano chiusi dentro.
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Like the Moon
lunedì 5 luglio 2010
Like the Moon - Cap. 2
Il prezzo della curiosità
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Seduta sullo sgabello del guardaroba, nel ristorante dove lavorava da qualche mese, vide entrare una signora molto elegante e rimase a lungo ad osservarla; di rado venivano nel ristorante persone così. Vide la donna sedersi ad un tavolo, in disparte, dove un uomo la stava aspettando, ma vide, con ancora più chiarezza, che sotto al tovagliolo che lei gli porgeva, c’era una busta bianca. In seguito notò la signora alzarsi e andare via. L’uomo invece rimase lì per un po’ e quando terminò il suo caffè, a sua volta si alzò.
La ragazza pensò se ne stesse andando, invece si avvicinò al banco del guardaroba e le diede la tesserina con il numero corrispondente al proprio impermeabile. Mentre lei si allontanava per prenderlo vide, riflesso nello specchio, l’uomo guardarsi furtivamente intorno e infilare la busta nella tasca di un lungo cappotto nero. Mascherando l’eccitazione nello scoprire che non era quindi quell’uomo il destinatario della misteriosa missiva, la ragazza ritornò da lui con l’impermeabile in mano e con lo sguardo lo seguì abbandonare il ristorante.
A questo punto per la giovane la tentazione fu davvero troppa. Si guardò intorno e certa di non essere osservata, prese la busta dalla tasca del cappotto nero. Non era sigillata e ne tirò facilmente fuori il contenuto. Si trovò tra le mani dei fogli e una foto. La ragazza li esaminò velocemente e tanto bastò per farla impallidire. Riguardò il tutto e le parve di svenire.
In quel momento passò vicino al guardaroba una delle cameriere.
- Lily!
La ragazza saltò per lo spavento, reprimendo a stento un grido, poi vedendo la collega, si tranquillizzò.
- Ah, Lorie… cosa c’è? – domandò nascondendo i fogli tra le pieghe del vestito.
- Stai male? Hai una faccia che fa paura!
- Già, un piccolo malessere. Ma ora mi passerà.
- Se vuoi un momento per andare in bagno, ti sostituisco io.
Lily si alzò e tenendo sempre i fogli nascosti, entrò nella toilette. Si guardò allo specchio: aveva veramente una faccia da fare spavento. Lentamente riprese i fogli fra le mani. In che guaio mi sono cacciata! Con un profondo respiro li ripiegò dentro la busta. Sta calma, si impose, ritorna al tuo posto, rimetti la busta nella tasca del cappotto e nessuno si accorgerà di niente.
Non riuscendo a trattenere il tremito alle mani, ritornò nella sala e guardò subito nella direzione del cappotto. Inorridita constatò che al suo posto c’era solo uno spazio vuoto.
- Dove è andato a finire!? – esclamò con un filo di voce.
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Like the Moon
domenica 4 luglio 2010
Like the Moon - Cap. 1
Rimpianti
Prima lo faccio e prima uscirò da questa maledetta storia! Coraggio, dai!
La ragazza accelerò il passo, fino a quando arrivò a un incrocio. A destra scorse una larga strada con qualche negozio, dove forse i proprietari da anni vedevano entrare sempre le stesse facce, niente di nuovo come quello che vendevano. L’insegna di un cinema si accendeva e si spegneva a intervalli regolari e dava alla strada quella particolare sfumatura che le mancava per essere ancora più squallida. Volse lo sguardo nella direzione opposta e vide quello che la voce al telefono le aveva descritto: un vicolo stretto e buio.
Era certa di voler entrare proprio là dentro? Era così fuori di testa?! Per una frazione di secondo la giovane ebbe la folle tentazione di voltarsi e fuggire via, piantare tutto in asso e tornare indietro, nella confortevole tranquillità della propria vita, quando ne era ancora l’unica artefice. Ma quali sarebbero state le conseguenze della sua fuga? Probabilmente più rischiose di quelle a cui ora stava andando incontro. Istintivamente strinse al petto la borsetta, trasse un profondo respiro d’incoraggiamento e si incamminò.
Ma perché ho preso quella dannata busta, perché!? si maledisse. Ma ormai era cosa fatta e non poteva più farci nulla. Era stato più forte di lei, era stata impulsiva come quando, da piccola, non riusciva a resistere alla curiosità di leggere i segreti delle sorelle maggiori. Così quello stesso giorno aveva ripetuto lo stesso stupido errore, non avendo ancora imparato che, come tutte le cose, anche la curiosità ha il suo prezzo.
Questa volta, infatti, non erano le innocue sorelle a prendersela con lei, ma qualcuno molto più grande e soprattutto molto più pericoloso.
Non conosceva il volto dell’uomo a cui aveva sottratto la busta e forse questa sarebbe stata la sua unica salvezza.
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Like the Moon
domenica 27 giugno 2010
La mia porta
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Ringrazio mentalmente quel giorno di circa dieci anni fa’, quando per caso ci siamo conosciute. Siamo andate subito d’accordo, abbiamo condiviso molte cose insieme, diverse esperienze che ci hanno fatto crescere e cambiare, per poi dirottarci su strade diverse. Ma comunque siamo sempre rimaste unite, anche quando gli intervalli fra i nostri incontri sono passati da quotidiani a settimanali e poi ancora più lunghi. Ma in fondo non importa il tempo passato insieme, conta sapere che l’altra c’è, che c’è un punto fermo nella propria vita. Francesca c’è sempre stata, soprattutto nei giorni difficili e cioè da quando la mia storia con Simone ha preso questa brutta piega per lei che è rientrata nella sua vita, o forse sono stata solo io ad aver creduto che ne fosse uscita. Francesca mi ha sentito cento volte lamentarmi, cento volte piangere, cento volte disperarmi e cento volte urlare dalla rabbia. In tutte le occasioni ha sempre avuto la parola giusta e quando le parole non sono state sufficienti o comunque non in grado di cambiare le cose, ha sempre avuto per me un gesto che mi ha dato la forza e quel pizzico di serenità che nella mia vita con Simone non c’è più... sicurezza. Sì, ecco cosa è Francesca, rappresenta la sicurezza, lei così tranquilla, così dolce e premurosa. Figurarsi che non l’ho mai sentita fare commenti fuori luogo nei confronti di Simone neanche quando se li sarebbe davvero meritati, neanche quando mi vedeva distruggermi per lui, mentre lui si dissolveva per lei. Una sola volta mi ha detto “Lori, lascia stare”.
martedì 15 giugno 2010
Il matrimonio
Questo non è un giorno come un altro. E’ uno di quelli che nel bene o nel male ricorderò per il resto della vita: è il giorno del mio matrimonio.
Oggi mi sposo e sono qui, in piedi davanti all’altare, vestito di tutto punto... per la verità mi sento un pinguino. Ma non importa, non è così che mi vedono gli invitati seduti tra i banchi di questa chiesa; non è così che mi vedono i miei genitori; non è così che mi vedrà Claudia. La domanda perciò è… “si è quello che si appare?”
Giro lo sguardo di qua e di là, vedo le facce di tutta questa gente e provo a immaginare quello che pensano. Non sembrano felici per me. I volti dei miei genitori sono tirati e nonostante mia madre provi a sorridermi, la discussione di ieri sera ha lasciato il segno. Per mio padre è diverso, con lui le discussioni ci sono sempre state, per lui quello di adesso è un altro colpo di testa di cui pagherò le conseguenze in futuro. Va bene, ma che ne sa lui in fondo? Che ne sa del motivo per cui lo faccio? Cioè, lo sa eccome, o forse crede di saperlo, così come i miei amici.
Sandro, Davide e Marco... ci sono anche loro. Ci conosciamo dalle elementari, stessa scuola privata e privilegiata, così come tutto in seguito, per noi, figli fortunati a cui non è mai mancato nulla, tranne una mamma sorridente all’uscita della scuola. Ma per il resto abbiamo sempre avuto tutto, il meglio, e il futuro assicurato. Sandro mi fa l’occhiolino, cerca di tirarmi su, forse mi crede al patibolo, con il sacerdote al posto del boia. In questi ultimi tempi, ossia da quando ho deciso di sposare Claudia, si sono coalizzati contro di me, per il mio bene. Hanno cercato in tutti i modi, come i miei genitori, a dissuadermi da sposarla. Anche per loro sto facendo un grande errore, sto per dare l’addio a quello che sarebbe potuta essere la mia vita. Ma che ne sanno loro?
Ricordo ancora le parole di Davide quando, quella sera a casa sua, ho annunciato che mi sarei sposato.
Oggi mi sposo e sono qui, in piedi davanti all’altare, vestito di tutto punto... per la verità mi sento un pinguino. Ma non importa, non è così che mi vedono gli invitati seduti tra i banchi di questa chiesa; non è così che mi vedono i miei genitori; non è così che mi vedrà Claudia. La domanda perciò è… “si è quello che si appare?”
Giro lo sguardo di qua e di là, vedo le facce di tutta questa gente e provo a immaginare quello che pensano. Non sembrano felici per me. I volti dei miei genitori sono tirati e nonostante mia madre provi a sorridermi, la discussione di ieri sera ha lasciato il segno. Per mio padre è diverso, con lui le discussioni ci sono sempre state, per lui quello di adesso è un altro colpo di testa di cui pagherò le conseguenze in futuro. Va bene, ma che ne sa lui in fondo? Che ne sa del motivo per cui lo faccio? Cioè, lo sa eccome, o forse crede di saperlo, così come i miei amici.
Sandro, Davide e Marco... ci sono anche loro. Ci conosciamo dalle elementari, stessa scuola privata e privilegiata, così come tutto in seguito, per noi, figli fortunati a cui non è mai mancato nulla, tranne una mamma sorridente all’uscita della scuola. Ma per il resto abbiamo sempre avuto tutto, il meglio, e il futuro assicurato. Sandro mi fa l’occhiolino, cerca di tirarmi su, forse mi crede al patibolo, con il sacerdote al posto del boia. In questi ultimi tempi, ossia da quando ho deciso di sposare Claudia, si sono coalizzati contro di me, per il mio bene. Hanno cercato in tutti i modi, come i miei genitori, a dissuadermi da sposarla. Anche per loro sto facendo un grande errore, sto per dare l’addio a quello che sarebbe potuta essere la mia vita. Ma che ne sanno loro?
Ricordo ancora le parole di Davide quando, quella sera a casa sua, ho annunciato che mi sarei sposato.
sabato 12 giugno 2010
Uno strano incontro
Con la schiena adagiata sul tronco della grande quercia, Lisa aprì il vecchio libro di favole che teneva sulle gambe e cominciò a sfogliarlo lentamente, soffermandosi a guardare le bellissime illustrazioni che fin da piccola l’avevano affascinata. Aveva sempre amato quel grande libro e per un attimo ricordò quando, non sapendo ancora leggere, fantasticava solo sulle immagini e poi ancora quando, con la massima concentrazione, leggeva lentamente con l’indice che scorreva sulle righe per non perdere il segno. Ora che erano passati diversi anni e non era più una bambina, non si stupì nel ritrovare le stesse sensazioni di allora, solo apparentemente dimenticate: i disegni avevano ancora lo stesso fascino e le fiabe erano ancora più belle di come le ricordava. Fu un piacere ritrovarle, come se fossero rimaste sempre lì ad attenderla pazientemente. Fu facile lasciarsi prendere dalla voglia di rileggerle, dimenticare il resto ed entrare in un mondo incantato.
L’usignolo... Il palazzo del principe-drago... I cigni selvatici... La bella addormentata nel bosco... Il principe Kamar e la principessa Budur... Il terribile guerriero... Biancaneve... Pollicina... Il dio del fiume... I musicanti di Brema... Hänsel e Gretel... Il gatto con gli stivali... Pelle d’asino... Le tre fate... L’acciarino magico... e poi
- E poi ci sono io.
Al suono di quella voce, Lisa sussultò dallo spavento e sollevò lo sguardo dal libro.
L’usignolo... Il palazzo del principe-drago... I cigni selvatici... La bella addormentata nel bosco... Il principe Kamar e la principessa Budur... Il terribile guerriero... Biancaneve... Pollicina... Il dio del fiume... I musicanti di Brema... Hänsel e Gretel... Il gatto con gli stivali... Pelle d’asino... Le tre fate... L’acciarino magico... e poi
- E poi ci sono io.
Al suono di quella voce, Lisa sussultò dallo spavento e sollevò lo sguardo dal libro.
mercoledì 26 maggio 2010
La chiave
Non chiedermi cosa ho mangiato a cena, dove sono andata sabato sera, cosa ho visto ieri in TV, cosa ci siamo dette con Ale prima al telefono, cosa indossavo alla festa di Simone, chi ho incontrato in centro e chi della mia squadra ha segnato domenica allo stadio. Non chiedermi cosa ho fatto a lavoro, quale giorno è il compleanno di Federica e quali progetti abbiamo, quante pagine ha il libro che ho appena finito di leggere, con che punteggio ho perso il torneo di tennis e quanto pago di telefono. Non chiedermi quando c’è stato il concerto di Ligabue, cosa ha cantato e come fa di preciso quella strofa che mi gira nella testa, se la partita dell’altro giorno a Trivial l’ho vinta io o Patrizia, se con Paolo devo incontrarmi alle nove oppure alle dieci…
Non farmi mai queste domande perché mi metteresti in difficoltà, non saprei come rispondere, potrei confondermi, dire una cosa per un’altra e la mia memoria sarebbe un computer con i dati danneggiati, un pesce dentro la boccia di vetro… silenziosa.
Se vuoi delle risposte da me, chiedimi invece se assaporo la tavola quando sono con la mia famiglia, se di sabato quando alle ore piccole poso la testa sul cuscino mi rammarico o sono felice di essere uscita, se la TV è stata in grado di catturarmi, se la telefonata con Ale è riuscita a colmare il desiderio di parlare con lei, se la festa di Simone è stata anche la mia festa, se la passeggiata in centro è stata piacevole e se domenica allo stadio ho giocato la partita dagli spalti. Chiedimi se a lavoro ho provato e oltrepassato le mie capacità, se con Federica vivremo insieme il giorno del suo compleanno, se il libro che ho appena finito di leggere mi ha fatto essere, se la stretta della mia mano all’avversario era comunque fiera e se il telefono è una vera bella invenzione. Chiedimi se il concerto di Ligabue è stata un’esplosione di musica, immagini ed emozioni, se quando suono quella strofa che mi gira nella testa mi vengono i brividi, se è stato avvincente misurarmi con Patrizia a Trivial, se mi batterà ancora il cuore quando scorgerò Paolo aspettarmi al solito posto…
Solo allora, quando mi farai queste domande, avrai usato la chiave giusta e scoprirai i miei occhi illuminarsi, sentirai la melodia delle mie parole e l’acqua traboccherà dalla boccia di vetro, perché la mia memoria non è fatta di date, luoghi, informazioni…
I miei dati sono emozioni.
Non farmi mai queste domande perché mi metteresti in difficoltà, non saprei come rispondere, potrei confondermi, dire una cosa per un’altra e la mia memoria sarebbe un computer con i dati danneggiati, un pesce dentro la boccia di vetro… silenziosa.
Se vuoi delle risposte da me, chiedimi invece se assaporo la tavola quando sono con la mia famiglia, se di sabato quando alle ore piccole poso la testa sul cuscino mi rammarico o sono felice di essere uscita, se la TV è stata in grado di catturarmi, se la telefonata con Ale è riuscita a colmare il desiderio di parlare con lei, se la festa di Simone è stata anche la mia festa, se la passeggiata in centro è stata piacevole e se domenica allo stadio ho giocato la partita dagli spalti. Chiedimi se a lavoro ho provato e oltrepassato le mie capacità, se con Federica vivremo insieme il giorno del suo compleanno, se il libro che ho appena finito di leggere mi ha fatto essere, se la stretta della mia mano all’avversario era comunque fiera e se il telefono è una vera bella invenzione. Chiedimi se il concerto di Ligabue è stata un’esplosione di musica, immagini ed emozioni, se quando suono quella strofa che mi gira nella testa mi vengono i brividi, se è stato avvincente misurarmi con Patrizia a Trivial, se mi batterà ancora il cuore quando scorgerò Paolo aspettarmi al solito posto…
Solo allora, quando mi farai queste domande, avrai usato la chiave giusta e scoprirai i miei occhi illuminarsi, sentirai la melodia delle mie parole e l’acqua traboccherà dalla boccia di vetro, perché la mia memoria non è fatta di date, luoghi, informazioni…
I miei dati sono emozioni.
Vaniglia
Dopo quella notte per diverso tempo è calato il buio, poi…
Poi non so come e perchè, ma adagio la mia vita ha ricominciato a scorrere. Pian piano ho ripreso a parlare di altre cose, a uscire, a lavorare, ad andare in vacanza, a dormire, a festeggiare, a fare l’amore… Ora è tutto tranquillo, sotto controllo, normalizzato, quella notte l’ho rimpicciolita in modo che potesse entrare in una minuscola scatola che ho poi riposto con cura nell’angolo più segreto e buio della mia memoria. Se ne sta lì, buona buona, mentre io mi abbronzo al sole… fino a quando… solo se… basta così poco… e maledico…
Maledico quell’odore dolciastro che mi stende al tappeto, che mi fa stramazzare e mi lascia impietrita. Mi si inchioda nella testa, è vaniglia. Un innocuo Arbre Magique che mi riporta lì, in quell’istante per me crudelmente eterno. E allora capisco che è stato tutto un bluff, con gli occhi sbarrati sento la scatolina ingigantirsi, il suo contenuto lievitare fino a scoppiare e allora tutto, ma proprio tutto, prende forma davanti ai miei occhi terrorizzati e vedo…
Vedo con chiarezza incredibile, con la vista di un miope che si rimette gli occhiali, tutti i particolari: l’auto veloce, il volante in radica, i sedili di pelle, il luccichio del portachiavi in argento, le lucette arancioni del cruscotto, il tergicristalli che spazza via l’acqua e sento…
Sento il rumore della pioggia, la voce di Ligabue quando arriva a dire “posso solo questo sogno scusa per la mia fantasia”, la risata familiare di Dario e avverto…
Avverto il tocco delicato delle sue dita tra i miei capelli, il suo sguardo dolce, l’armonia che ci legava e poi…
Poi vedo la strada impazzire, sento il boato scoppiarmi nella testa e avverto la fine in un solo istante e allora…
Allora mi concentro, deglutisco con forza mandando giù l’amaro boccone perché devo rassegnarmi a fare i conti con la realtà: solo apparentemente si dimentica. Non serve a niente nascondere. Puoi solo illuderti di poter racchiudere la memoria in una scatola. Lei è lì, una bomba a orologeria, solo in attesa, ma programmata per esplodere.
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Dopo quella notte per diverso tempo è calato il buio, poi…
Poi non so come e perchè, ma adagio la mia vita ha ricominciato a scorrere. Pian piano ho ripreso a parlare di altre cose, a uscire, a lavorare, ad andare in vacanza, a dormire, a festeggiare, a fare l’amore… Ora è tutto tranquillo, sotto controllo, normalizzato, quella notte l’ho rimpicciolita in modo che potesse entrare in una minuscola scatola che ho poi riposto con cura nell’angolo più segreto e buio della mia memoria. Se ne sta lì, buona buona, mentre io mi abbronzo al sole… fino a quando… solo se… basta così poco… e maledico…
Maledico quell’odore dolciastro che mi stende al tappeto, che mi fa stramazzare e mi lascia impietrita. Mi si inchioda nella testa, è vaniglia. Un innocuo Arbre Magique che mi riporta lì, in quell’istante per me crudelmente eterno. E allora capisco che è stato tutto un bluff, con gli occhi sbarrati sento la scatolina ingigantirsi, il suo contenuto lievitare fino a scoppiare e allora tutto, ma proprio tutto, prende forma davanti ai miei occhi terrorizzati e vedo…
Vedo con chiarezza incredibile, con la vista di un miope che si rimette gli occhiali, tutti i particolari: l’auto veloce, il volante in radica, i sedili di pelle, il luccichio del portachiavi in argento, le lucette arancioni del cruscotto, il tergicristalli che spazza via l’acqua e sento…
Sento il rumore della pioggia, la voce di Ligabue quando arriva a dire “posso solo questo sogno scusa per la mia fantasia”, la risata familiare di Dario e avverto…
Avverto il tocco delicato delle sue dita tra i miei capelli, il suo sguardo dolce, l’armonia che ci legava e poi…
Poi vedo la strada impazzire, sento il boato scoppiarmi nella testa e avverto la fine in un solo istante e allora…
Allora mi concentro, deglutisco con forza mandando giù l’amaro boccone perché devo rassegnarmi a fare i conti con la realtà: solo apparentemente si dimentica. Non serve a niente nascondere. Puoi solo illuderti di poter racchiudere la memoria in una scatola. Lei è lì, una bomba a orologeria, solo in attesa, ma programmata per esplodere.
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